Citroën: dalla Francia con furore

 

Nel 1902, finiti gli studi, André Citroën aprì una piccola azienda di ingranaggi (tra questi anche quelli “a cuspide”, che diventarono il simbolo della futura casa); nel 1905 si trasferì a Parigi in un’officina più grande (visto che gli affari andavano a gonfie vele), che registrò con il nome di Citroën, Hinstin & Co (Hinstin è l’amico che gli fornì il locale nel 1902).

Nel 1908, dopo una serie di contatti con i titolari dell’azienda Mors (casa parigina che ottenne alcune vittorie sportive), André grazie alla sua assunzione come direttore della stessa. L’azienda ottenne grandi risultati dopo la sua assunzione; André dopo aver compiuto un viaggio in America (dove conobbe uno dei leader del settore automobilistico, Henry Ford), portò alla Mors tante novità, tra le quali la famosa produzione tramite catena di montaggio, che generarono risultati molto positivi in termini di ricavi.

Dopo alcuni anni di intensa e cospicua produzione di bombe a mano nella sua azienda, la Citroën, André vide nel mercato automobilistico una grande occasione per fare successo e fu così che nel 1918 convertì la propria fabbrica.
Il primo modello fu presentato l’anno seguente, ma la produzione cominciò solo dopo alcuni mesi, grazie anche all’aiuto finanziario di un amico di vecchia data del patron della Casa del “double chevron”.

Dal 1920 al 1923 Citroën cominciò a fabbricare autovetture in quantità, triplicando sia il numero di dipendenti che quello di auto prodotte; le filiali si espandevano a macchia d’olio in Francia e non solo (vennero aperte sedi anche in altri paesi europei, tra i quali figurava anche l’Italia).
Un non più giovanissimo André Citroën, sempre alla ricerca di novità e innovazione, progetto l’ampliamento dei servizi forniti dalla sua azienda: assistenza tecnica dei guasti, fornitura di pezzi di ricambio, “proposte porta a porta” ai clienti di nuove vetture, introduzione dei primi finanziamenti per acquistare le auto a rate (tramite la società SOVAC) e infine un notevole impiego della pubblicità per far conoscere ad ancora più persone le proprie autovetture.

Il 3 luglio del 1935, dopo un periodo di crisi della Citroën (dovuti anche al crollo della borsa di Wall Street), si spense il grande imprenditore André Citroën e l’azienda passo nelle mani di Pierre-Jules Boulanger, alto dirigente del grande colosso di pneumatici, la Michelin, già conosciutissima anche ai tempi.

Dopo alcuni difficili anni per la Seconda Guerra Mondiale, accadde un’altra disgrazia nella casa automobilistica: la morte improvvisa nel 1950 del neo-dirigente Pierre in un incidente stradale, anche se l’evento nefasto non influenzò l’andamento positivo dell’azienda francese, che si riprese anche grazie alla produzione e alla vendita della famosa 2CV.

Il 1955 è un anno di grande svolta per il double Chevron che, grazie alla collaborazione con Panhard, presentò un modello destianto ad entrare nella storia: la DS (Desirée Spéciale), che affascinò il pubblico del Salone di Parigi di quell’anno.

Dal ’55 al ’74 Citroën rilevò molti marchi europei (tra i quali anche l’italiana Maserati, che si trovava in una condizione economica per nulla fiorente, con la quale produsse la SM e la Maserati Quattroporte II, vetture di fascia alta destinate a sostituire la magnifica DS); anche Fiat tentò di comprare una grande quota della società francese, ma gli venne impedito dal governo francese. Gianni Agnelli ritirò quindi la sua offerta e la Casa dell’indimenticabile André Citroën entrò per la prima volta in una profonda crisi, arrivando all’inevitabile bancarotta.

La società che comprò Citroën dalla Michelin fu allora la Peugeot: nacque così il Gruppo PSA Peugeot-Citroën. Dopo aver abbandonato la Maserati (acquisita dall’italiana De Tomaso) e Chrysler Europe, il Gruppo PSA era pronto a rilanciarsi sul mercato.

I primi modelli presentati da Citroën furono Evasion, Berlingo e Saxo.
Nell 2000 la casa francese cominciò a produrre vetture con la denominazione che ancora oggi viene usata: una C seguita da un numero.
È quindi la volta della berlina Citroën C5, l’utilitaria Citroën C3, e la sua versione compatta C2, infine quella di segmento C, ovvero la Citroën C4.
La Citroën C1 si inserisce invece come la versione base della “gamma C”; Altri modelli saranno invece costruiti sulla base di questa gamma C, come la C3 Picasso, C4 Aircross, C4 Picasso e la futura C4 Cactus.

Il gruppo PSA collaborò inoltre con case giapponesi come Mitsubishi; dalla collaborazione nacque il modello Citroën C-Zero.

Oggi assistiamo al ritorno del nome DS che non significa più Desirée Spéciale, ma Different Spirit, per inaugurare una serie di modelli ricercati e ben rifiniti come la berlina 2 volumi DS3, il crossover DS4 e la sportiva berlina-station di segmento C, DS5. È già stato annunciato che DS diventerà un marchio a sé stante, si aspetta solo la data ufficiale. (vedi Wikipedia)

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