Fiat: il grande marchio “italiano”

 

La Fiat nacque nel 1899, grazie alla volontà di una dozzina tra aristocratici, possidenti, imprenditori e professionisti torinesi. L’idea di fondare un’azienda per produrre automobili su scala industriale era venuta ad Emanuele Cacherano di Bricherasio e Cesare Goria Gatti (già fondatori dell’ACI Automobile Club d’Italia).

Il consiglio d’amministrazione di quegli anni denominò la nuova società FIA (Fabbrica Italiana di Automobili) e solo in un secondo momento l’azienda prenderà il nome con cui è conosciuta oggi: FIAT.
Cambiamento che avvenne dietro suggerimento di Aristide Faccioli e con l’entusiastico sostegno di Cesare Goria-Gatti che invitava all’adozione di tale acronimo anche per il suo benaugurante significato latino (terza persona singolare nel verbo fio = sono fatto, divengo) circa il futuro dell’impresa.

La prima auto prodotta fu la 3 ½ HP, talvolta anche chiamata Fiat 4 HP o Fiat Welleyes, e con questo modello si diede il via alla grande produzione della casa torinese. Il decennio dal 1910 al 1920 fu caratterizzato da un notevole progresso economico e scientifico ma anche da una profonda crisi data dallo scoppio della prima guerra mondiale, che ebbe un impatto considerevole su svariate attività industriali.
Per far fronte alle difficoltà la casa automobilistica realizzò l’autocarro 18BL, costruito in quasi 20 mila esemplari. Nel contempo la fama della nuova azienda crebbe grazie ai risultati ottenuti nelle gare internazionali come il Gran Premio d’America, la 500 Miglia di Indianapolis e la Winter Cup Göteborg-Stoccolma.

Nel 1916 iniziò la costruzione del famoso stabilimento produttivo denominato Lingotto che entrò in funzione solo nel 1923; con l’avvio di questo comparve anche la prima catena di montaggio, portata in Italia dal Senatore Agnelli e ispirata agli stabilimenti di Henry Ford.

I modelli in produzione in questi anni furuno molteplici: dall’utilitaria Fiat 509 alla lussuosa berlina Fiat 529 equipaggiata di freni su tutte le 4 ruote e di volante regolabile. In questi anni FIAT ottenne anche un grande riconoscimento, poichè fu la prima casa automobilistica al mondo ad utilizzare l’alluminio per la costruzione delle teste dei motori.

Il decennio antecedente lo scoppio della seconda guerra mondiale fa caratterizzato dalla politica economica fascista di Mussolini in cui non era ben visto uno sviluppo all’estero dell’azienda, ma che aiutò notevolmente l’espansione del mercato interno. Di questo periodo fu il debutto della Fiat 508 Balilla, presentata nel 1932, e della Fiat 500 (conosciuta con il nomignolo di Topolino), che stracciò tutti i record di vendite raggiunti: 500.000 unità.

Con l’entrata in guerra dell’Italia la Fiat dovette convertire la sua produzione a fini bellici e lasciò spazio alla costruzione dei camion, ai mezzi corazzati, agli aeroplani e ai motori marini.

Nel dicembre del 1945 la presidenza passò a Vittorio Valletta che, grazie agli aiuti stanziati dal Piano Marshall, terminò i lavori di ricostruzione degli stabilimenti e riprese a pieno ritmo la costruzione di autovetture portando alla luce la 500B (anche la sua versione station wagon detta “Giardiniera”) e la 500C.

Con l’avvento degli anni ’60 si assistette al boom economico e FIAT cercò in ogni modo di rispondere alle svariate richieste dei loro clienti costruendo vari modelli con allestimenti berlina, giardinetta, coupé e spider; in questi anni sarà Gianni Agnelli a prendere le redini della società.

Negli anni ’70 l’azienda subisce un radicale cambiamento, non solo perchè iniziò la produzione all’estero, ma perchè fu creata la Fiat Auto Spa sotto cui vennero raggruppate tutte le aziende del gruppo attive nel comparto automobilistico (Fiat, Lancia, Autobianchi e Abarth) ad eccezione della Ferrari.
Nel frattempo anche la produzione di veicoli industriali perse la denominazione di Fiat per essere inglobata nel marchio Iveco.

Con il passare del tempo FIAT acquisì sempre più importanza e produsse una svariata gamma di auto dalle dimensioni medie e piccole. Ad oggi il modello più grande e potente del marchio è la Fiat Freemont commercializzata dal 2011; si tratta di una crossover SUV di quasi quattro metri e novanta centimetri che va a sostituire la berlina di casa Fiat Croma.
Oltre a una vasta gamma di utilitarie e superutilitarie, quali la 500, la Panda, Panda Classic, la Qubo e la Punto la gamma è completata anche da MPV compatti quali la Doblò e la 500L.
A queste va ad aggiungersi un’ulteriore vettura di piccole dimensioni: la mini SUV italo-giapponese Sedici. Infine la gamma è completata da una vettura media di tipo berlina a due volumi: la Fiat Bravo.

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