Mercedes: la stella a tre punte

 

Mercedes nacque ufficialmente nel 1926 ma le sue radici risalgono al 1886 quando Karl Benz inventò la prima automobile dotata di motore a scoppio.

Al tempo della nascita del marchio Mercedes-Benz, dalla fusione delle due case tedesche Benz e Daimler, la situazione economica non era delle più facili; ma il presidente del consiglio di amministrazione, Wilhelm Kissel, riuscì a traghettare l’azienda verso la stabilità di bilancio.

Con l’avvento del nazismo, la casa tedesca ottenne diversi vantaggi e riuscì a superare la crisi economica che la attanagliava negli anni precedenti. La passione di Hitler per le automobili favorì la rinascita delle case automobilistiche, che fino a quel momento avevano impedito ai potenziali clienti l’acquisto di autovetture.
Hitler inoltre sognava una motorizzazione di massa in Germania che fece nascere i primi modelli Mercedes (130, 150 e 170H), auto destinate a un’ampia fetta di mercato che però ebbero uno scarso successo commerciale.

Nel 1934 arrivò anche la prima vittoria sportiva e venne svelata al pubblico la 260D, la prima auto di serie dotata di un motore diesel.
Durante la guerra la produzione di Mercedes venne convertita per scopi militari, e nel 1944 gli stabilimenti più importanti vennero distrutti dai bombardamenti; seguì un periodo nero per la casa tedesca che riuscì a risollevarsi solo grazie al successo dei modelli 170D, 170S ed L3500.

Nella prima metà degli anni ’50 venna presentata la 180 e, con il lancio della 300SL “Ali di gabbiano” (auto di rappresentanza del cancelliere della Germania Ovest Konrad Adenauer ), per la prima volta l’alimentazione ad iniezione diretta venne introdotta su una vettura di serie.

In questi anni le ambizioni della società crebbero; si decise così di espandere il giro di affari anche in altri Paesi (Brasile, Argentina, Nord America…).

La casa della stella a tre punte nel 1958 acquistò il pacchetto di maggioranza della Auto Union, con l’obiettivo di conquistare le fasce di mercato più economiche e l’anno successivo, grazie all’ingegnere ungherese Béla Barenyi, inventò la scocca a deformazione programmata, elemento chiave per la sicurezza di tutte le automobili moderne.

Negli anni Settanta debuttarono la Classe S, unica Mercedes ad essere stata nominata “auto dell’anno“, la 300SD, la prima automobile di serie dotata di un propulsore turbodiesel, e la Classe G.

Negli anni ’80 avvenne una progressiva diversificazione in vari campi; oltre a quello delle auto si dedicò al settore aerospaziale e dell’elettronica.
I modelli più interessanti presentati dalla Mercedes negli anni Ottanta sono la 190 del 1983 (all’epoca la vettura più piccola mai prodotta dalla Casa tedesca) e la quarta serie della SL, ancora oggi una delle più belle auto mai realizzate dal brand di Stoccarda.

Negli anni Novanta si assistette ad un ampliamento della gamma: nel 1996 venne lanciata la spider SLK e l’anno seguente toccò alla rivoluzionaria piccola monovolume Classe A e al suv Classe M.

Gli anni Duemila si aprirono in modo negativo per Mercedes, a causa degli scarsi risultati di vendite della Chrysler, acquisita nel 1988 e ceduta nel 2007.
Per risollevare la situazione nel 2010 arrivò una nuova alleanza con il gruppo Renault-Nissan.

La gamma di modelli si allargò ulteriormente con il lancio delle supercar SLR (nel 2003) e SLS (nel 2010) e della GLK (2009).

Fino al 1994 la denominazione usuale dei modelli Mercedes era composta da 3 cifre che rappresentavano la cilindrata del veicolo e da una o più lettere che ne caratterizzavano la motorizzazione e la tipologia.
Dopo il 1994 gli autoveicoli Mercedes si dividono in classi a seconda del tipo e dell’appartenenza ad ognuna di esse. Attualmente quelle in vendita sono: A, B, C, CLA, CLS, E, G, GL, GLA, GLK, M, S, SL, SLK, SLS.

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