Opel: la scalata verso il successo

 

La Opel fu fondata nel 1862 da Adam Opel per costruire macchine da scrivere. Successivamente la produzione cambiò e si incentrò prima sulle biciclette e nel 1898 passò alle automobili.

L’interesse per le quattroruote sorse quando il primogenito del fondatore acquistò la Anhaltische Motorwagenfabrik, una società che lavorava nel settore automobilistico da tempo. Infatti da questa unione societaria nacque la prima vettura di casa Opel: la Patent-Motorwagen.

Ben presto però le due società si separarono, permettendo ad Opel di stringere un accordo con Alexandre Darracq e, nel 1902, iniziò la collaborazione per costruire delle autovetture su licenza sotto il nome Opel-Darracq, utilizzando il telaio francese per installare delle carrozzerie tedesche con un motore a due cilindri.

Il grande successo rese nel 1928 la Opel il più importante produttore tedesco di autoveicoli; per questo a settembre di quell’anno l’azienda si trasformò da società in accomandita in società per azioni, con un capitale sociale di 60 milioni di marchi.

Il 17 marzo 1929 Wilhelm von Opel e suo fratello Friedrich vendettero una quota delle azioni Opel alla holding statunitense General Motors che, nel 1931, completò l’acquisizione. Nonostante la stretta supervisione di GM, i dirigenti di Opel ebbero sempre un grande potere decisionale e mantennero, per quanto possibile, la loro indipendenza progettuale.

Questa unione segnò l’inizio della grande scalata verso la fama e il successo dell’azienda tedesca che diventò il principale produttore di auto del gruppo GM al di fuori degli USA e spesso si occupò anche della progettazione di veicoli venduti anche sotto altri marchi come Vauxhall in Gran Bretagna, Holden in Australia e Chevrolet in America latina.

Al termine della seconda guerra mondiale Opel produsse in serie la prima auto con una carrozzeria in acciaio: l’Olympia. Contemporaneamente lanciò anche una versione rivisitata della Kapitän, una vettura destinata alla fascia alta della popolazione, anche se costoso come un veicolo di lusso non si rivelò un insuccesso e fu prodotta in diverse serie in oltre 400.000 esemplari fino al 1963.

Negli anni Sessanta Opel realizzò la prima vettura di fascia medio-bassa, la Kadett, e ci fu una rivisitazione dell’Olympia.

Per vedere su strada le prime sportive si attesero gli anni Settanta quando debuttarono: la Opel Manta e la Opel GT, le sue prestazioni eccezionali portarono quest’auto alla ribalta e nel 1971 una versione speciale fece registrare 6 record mondiali.

Il 1982 fu l’anno in cui venne messa sul mercato la prima utilitaria dell’era moderna: la Opel Corsa, che ottenne un enorme successo, tanto da essere ancora oggi in produzione.

Due anni dopo fu presentata la Kadett E, realizzata prestando particolare attenzione all’aerodinamica del veicolo; per questo fu la prima Opel ad ottenere il premio “Auto dell’anno”.

Tra gli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio la produzione di Opel si intensificò e la casa tedesca realizzò nuovi modelli come il suo primo fuoristrada, la Frontera, la monovolume Sintra e la Zafira, le piccole monovolume Agila e Meriva, la city car Opel Adam e la sportiva Speedster. Nel 2006 arrivò l’Antara, un suv realizzato in collaborazione con la Americana Chevrolet, nel 2008 l’Insignia e nel 2012 viene presentata al salone di Ginevra, la crossover Opel Mokka.

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