Smart: la prima citycar due posti

 

Nel 1972 Johann Tomforde, dipendente della Mercedes, fu il primo a concepire l’idea di una city car a due posti, ma, nonostante la praticità della vettura di piccole dimensioni, il progetto fu abbandonato perchè l’auto non possedeva alcuna zona di deformazione e quindi era poco sicura.

Solo con l’avvento del 1989, quando si iniziò lo studio della cellula Tridion (una struttura rinforzata con acciaio ad alta resistenza), il progetto di un’auto due posti venne ripreso in considerazione.

Nel dicembre dello stesso anno, Nicolas Hayek, inventore e proprietario della Swatch, convocò l’amministratore della Mercedes Benz per lo studio della “Swatchmobile” e nel 1996, nacquero i prototipi ufficiali del marchio Smart (acronimo di Swatch-Mercedes ART, ma anche della parola inglese “furbo”).

Il prototipo però non superò i test dell’alce e quindi la Smart fu soggetta a diverse modifiche per aumentarne la stabilità. Solo nell’ottobre del 1998 arrivò il lancio sul mercato; l’auto fu dotata di un controllo della stabilità simile all’ESP e nel 1999 la city car fu equipaggiata con un motore turbodiesel common rail di 800cc da 41 cavalli.

Nel 2000 la Smart riuscì a superare il crash test EuroNCAP aggiudicandosi tre stelle su cinque.

Negli anni Duemila entrò in produzione la Smart Roadster, una city car con vocazione sportiva, e nel frattempo altri progetti furono sottoposti alle alte sfere: la Smart Forfour e un modello suv a trazione integrale, la Smart ForMore.

Tra il 2005 e il 2006 i conti della Smart furono caratterizzati dall’ammontare di debiti per Mercedes, la causa dell’insuccesso commerciale della Smart Roadster e della neonata ForFour, così la gamma invece di ampliarsi vide una ristrutturazione totale. Alla fine del 2005 la Smart Roadster uscì di scena e il progetto per la ForFour dovette attendere ancora qualche anno; per la Smart ForMore invece non ci fu futuro.

La casa madre tedesca decise comunque di non chiudere la produzione di Smart, ma di lanciare una seconda serie della ForTwo e progettare una variante elettrica Electric Drive (che debuttò nel 2014).

Il marchio Smart, grazie alla nuova vettura, fu pubblicizzato anche negli Stati Uniti attraverso i concessionari Mercedes-Benz.

Per la nascita della terza generazione, venne siglato un accordo di produzione con Renault per lo sviluppo congiunto della nuova Smart Fortwo e della Renault Twingo.

Nel 2006, un piccolo produttore americano di automobili elettriche, ZAP (acronimo di Zero Air Pollution, “inquinamento zero”), commercializzò negli Stati Uniti la piccola ForTwo attraverso un importatore tedesco, riscuotendo un buon successo commerciale nonostante il prezzo di 25.000 $. Il tenativo non piacque ai vertici DaimlerChrysler, che denunciarono il venditore; la controversia non è ancora conclusa.

Nel 2010 fu proposto il Progetto E-mobility Italy, una sperimentazione basata su una flotta di 100 Smart ED; lo scopo era quello di utilizzare questo veicolo elettrico per gli spostamenti urbani. Il successo di questo programma fu enorme e le richieste di adesione furono superiori alle aspettative.

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